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Uso dell'intelligenza artificiale generativa, attenzione alla riservatezza dei dati

Negli ultimi mesi, l'uso dell'intelligenza artificiale (AI) è esploso, grazie a strumenti di generazione di testi come ChatGPT e di immagini come DALL-E.


La qualità dei testi e delle immagini generate è spesso impressionante. Tuttavia, non è raro che questi strumenti soffrano di allucinazioni, cioè forniscano risultati totalmente inadeguati alla richiesta inviata (invenzione di informazioni fittizie). Di conseguenza, la loro affidabilità viene costantemente messa in discussione.


Un altro pericolo riguarda la riservatezza dei dati: ad esempio, è possibile utilizzare l'intelligenza artificiale per migliorare la scrittura di un testo, riassumerlo, tradurlo, ecc. Di conseguenza, è necessario fornire un testo o immagini di base che potrebbero contenere informazioni riservate (nomi di persone, segreti aziendali). Tuttavia, questi servizi di intelligenza artificiale sono generalmente ospitati nel cloud e all'estero, e non avete idea di cosa accadrà alle richieste, ai testi e alle immagini che gli inviate: saranno conservati da questi servizi per scopi di miglioramento o saranno rivenduti a società di marketing per inviarvi pubblicità mirata?


Possiamo solo incoraggiarvi a mantenere un occhio critico su questi servizi e ad astenervi dall'inviare dati confidenziali: anonimizzate tutto ciò che inviate, a meno che non abbiate la certezza che venga elaborato a livello locale o che il servizio non lo utilizzi per scopi diversi da quello di fornirvi una risposta.




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